
Le pandemie che abbiamo affrontato nei recenti periodi e quelle storiche sono fenomeni complessi che nella maggior parte dei casi stravolgono sempre il nostro ecosistema e il mondo in cui viviamo.
Le malattie emergenti non conoscono confini geografici, ma neppure devono essere considerate una minaccia inevitabile. Comprenderne l'origine, studiarne l'ecologia e investire nella sorveglianza rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di nuovi focolai.
Osservare lo sviluppo e la diffusione delle malattie attraverso la lente storico-letteraria permette di comprendere la struttura naturale e sociale che si sgretola dinanzi all’impossibile. Peste, sovraffollamento, degrado ambientale, il fallimento ecologico e la tendenza umana alla ricerca di una spiegazione divina e pregiudiziale degli altri: tutti noi siamo chiamati a riflettere su questi fenomeni, inscindibili dal nostro vivere.
Oltre a capirne l'origine e studiarne il comportamento, bisogna far fronte alle conseguenze tecnologiche che questi eventi hanno sul mondo. Conseguenze che se inizialmente non sembrano gravi poi si sviluppano con danni ecologici all'ambiente di grande portata. Un avanzamento tecnologico deve essere sempre fatto nella consapevolezza delle risorse che si stanno utilizzando.
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Come la pandemia ha intensificato l’avvenimento del cloud, con conseguenze incisive sull’ambiente
Federico Pellizzaro|
Il mondo si è trovato, ancora una volta, in uno stato di “allerta”. Nonostante l'attenzione pubblica sia spesso catalizzata da conflitti, crisi alimentari e sfide ecologiche, la minaccia delle epidemie rimane una delle paure più radicate a livello globale. Proprio lo scorso mese, la notizia di un improvviso focolaio a bordo di una nave da crociera, causato da un nuovo ceppo virale respiratorio ad alta trasmissibilità e prontamente attenzionato dall'OMS, ha rapidamente fatto il giro del mondo.
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Daniele Franceschinis|
Dalla prospettiva ecocritica, l’epidemia rappresenta la più violenta e traumatica interruzione del normale ciclo della natura e dell’esistenza umana. L’ecosistema, dunque, diventa un sistema interconnesso con la dimensione ambientale, in grado di causare rotture sociali e disastri globali.
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Lo scorso aprile, due casi di sindrome respiratoria da hantavirus sono stati registrati a bordo della nave da crociera Hondius. L’inizio di una serie di contagi che hanno messo in allerta le autorità sanitarie e i globali. Tutti temevamo una nuova pandemia: isolamento, quarantena, mascherine e disinfettante tornavano nell’immaginario comune. Notiziari e social erano invasi da dirette e approfondimenti sull’andamento dei casi e sul virus. Quanti nuovi contagi? Quali sintomi? Quali modalità di trasmissione? Tante domande, le stesse che tutti ci facevamo quando il COVID-19 iniziava a far paura, ormai 6 anni fa.
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