
Allegra Polato
Articoli scritti
Il fuoco alleato del riscaldamento globale: come gli incendi boschivi compromettono il naturale sequestro di CO₂ atmosferica
La Terra sta bruciando. Globalmente, negli ultimi 24 anni 1,5 milioni di Km² di foreste sono stati ridotti in cenere dagli incendi boschivi, per un’estensione pari alla regione della Mongolia; solo nel 2024 è bruciata ogni giorno un’area grande quanto l’isola di Malta (360 mila Km²), per un totale di 135 mila Km² di superficie forestale, ad oggi record annuale assoluto. Questi dati, confrontati con quelli di appena vent’anni fa, testimoniano un’impressionante riduzione della superficie boschiva globale, in maniera particolare nelle foreste boreali e pluviali tropicali: due ecosistemi di importanza smisurata per la regolazione climatica globale dal futuro ora più che mai incerto.
Quando il ghiaccio non raffredda più: come la fusione della criosfera accelera il riscaldamento globale
Poche volte, nella storia climatica recente, ha fatto così caldo sulla Terra. I dati ricavati dai carotaggi estratti a più di due chilometri di profondità nei ghiacci dell’Antartide parlano chiaro: i passati episodi di riscaldamento climatico, parte del naturale ciclo glaciale-interglaciale che ha caratterizzato gli ultimi 800 mila anni, non hanno nulla a che vedere con quello che stiamo vivendo ai giorni nostri.
Oltre la superficie: il vento supporta l'ecosistema marino nel contesto dei cambiamenti climatici
Trieste significa, da sempre, vento. Passanti aggrappati a corde o altri supporti per non volare via, ombrelli rovesciati e spezzati, autobus che barcollano. Questa la quotidianità dell’inverno nella città sferzata dalla famosa Bora, un vento “catabatico” – cioè una corrente fredda che si sposta da un’altitudine maggiore ad una inferiore, per esempio discendendo lungo un pendio – proveniente da Nord-Est, nella regione dei Balcani, che si manifesta in violente raffiche di velocità anche superiore ai 100-150 km/h.