Allegra Polato

Allegra Polato

Titolo
Laurea Magistrale in Ecologia e Sostenibilità dei Cambiamenti Globali
Bio
Ho studiato all’Università di Trieste Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura e poi Ecologia dei Cambiamenti Globali, in cui mi sono laureata nel 2025. Le scienze naturali sono da sempre la mia passione, in particolare l’indirizzo biologico ed evolutivo. Mi piace tenermi aggiornata sulle più recenti scoperte della ricerca leggendo abitualmente riviste di indirizzo scientifico-divulgativo come Le Scienze e National Geographic Italia. Ho partecipato alla realizzazione di un podcast universitario (gecoPodcast, disponibile su Spotify) incentrato sulle maggiori tematiche legate ai cambiamenti climatici come la perdita di biodiversità, gli eventi estremi e la deforestazione. Il mio obiettivo in questo blog è diffondere la consapevolezza di temi ecologici e biologici associati ai cambiamenti globali (che racchiudono fenomeni climatici, sociali ed economici) attualmente in corso, proponendo un punto di vista scientifico basato sulla teoria e sui più recenti sviluppi della ricerca.

Articoli scritti

  • Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: la percezione del rischio tra Hantavirus e Ebola

    Lo scorso aprile, due casi di sindrome respiratoria da hantavirus sono stati registrati a bordo della nave da crociera Hondius. L’inizio di una serie di contagi che hanno messo in allerta le autorità sanitarie e i globali. Tutti temevamo una nuova pandemia: isolamento, quarantena, mascherine e disinfettante tornavano nell’immaginario comune. Notiziari e social erano invasi da dirette e approfondimenti sull’andamento dei casi e sul virus. Quanti nuovi contagi? Quali sintomi? Quali modalità di trasmissione? Tante domande, le stesse che tutti ci facevamo quando il COVID-19 iniziava a far paura, ormai 6 anni fa.

  • “Se li conosci, li ami”. Riflessioni sul rapporto tra l’essere umano e gli (altri) animali con l’etologo Enrico Alleva

    Due settimane fa sono stati ritrovati uccisi, probabilmente avvelenati, più di 10 lupi grigi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Lo stesso teatro della triste e chiacchierata vicenda dell’orsa Amarena, che solo tre anni fa veniva abbattuta a fucilate da un bracconiere, lasciando orfani i suoi due cuccioli.

  • Piante, insetti & co: implicazioni evolutive ed ecologiche di un mondo tutto “rose e fiori”

    La primavera è ormai alle porte, ed il primo pensiero non può che andare ai fiori. Un elemento che ci piace caricare di significati affettivi e sociali, e che possiamo reperire praticamente ovunque, in qualsiasi stagione. Tanto da darne per scontata la disponibilità quando invece, sotto molti punti di vista, scontata non è.

  • La luce che respiriamo: come la fotosintesi ha rivoluzionato la storia della vita sulla Terra

    Se c’è una certezza che tutti ci portiamo dietro dalle scuole elementari, è che “le piante utilizzano la luce per trasformare l’acqua e l’anidride carbonica in zucchero e ossigeno”, quel processo chiamato fotosintesi clorofilliana che silenziosamente (e gratuitamente) ogni giorno da circa due miliardi di anni supporta la vita sulla Terra riempiendo l’atmosfera dell’ossigeno che respiriamo. Il tutto sfruttando la fonte inesauribile di energia per eccellenza: la luce solare.

  • Il fuoco alleato del riscaldamento globale: come gli incendi boschivi compromettono il naturale sequestro di CO₂ atmosferica

    La Terra sta bruciando. Globalmente, negli ultimi 24 anni 1,5 milioni di Km² di foreste sono stati ridotti in cenere dagli incendi boschivi, per un’estensione pari alla regione della Mongolia; solo nel 2024 è bruciata ogni giorno un’area grande quanto l’isola di Malta (360 mila Km²), per un totale di 135 mila Km² di superficie forestale, ad oggi record annuale assoluto. Questi dati, confrontati con quelli di appena vent’anni fa, testimoniano un’impressionante riduzione della superficie boschiva globale, in maniera particolare nelle foreste boreali e pluviali tropicali: due ecosistemi di importanza smisurata per la regolazione climatica globale dal futuro ora più che mai incerto.

  • Quando il ghiaccio non raffredda più: come la fusione della criosfera accelera il riscaldamento globale

    Poche volte, nella storia climatica recente, ha fatto così caldo sulla Terra. I dati ricavati dai carotaggi estratti a più di due chilometri di profondità nei ghiacci dell’Antartide parlano chiaro: i passati episodi di riscaldamento climatico, parte del naturale ciclo glaciale-interglaciale che ha caratterizzato gli ultimi 800 mila anni, non hanno nulla a che vedere con quello che stiamo vivendo ai giorni nostri.

  • Oltre la superficie: il vento supporta l'ecosistema marino nel contesto dei cambiamenti climatici

    Trieste significa, da sempre, vento. Passanti aggrappati a corde o altri supporti per non volare via, ombrelli rovesciati e spezzati, autobus che barcollano. Questa la quotidianità dell’inverno nella città sferzata dalla famosa Bora, un vento “catabatico” – cioè una corrente fredda che si sposta da un’altitudine maggiore ad una inferiore, per esempio discendendo lungo un pendio – proveniente da Nord-Est, nella regione dei Balcani, che si manifesta in violente raffiche di velocità anche superiore ai 100-150 km/h.